MULTIFACTORY

Riuso di Spazi Dismessi

Rigenerazione Urbana

Maker Space? Coworking? FabLab? Multifactory!

Una Multifactory in breve: artigiani, liberi professionisti, piccole imprese ed artisti che lavorano fianco a fianco, si aiutano reciprocamente nello sviluppo della propria attività e sviluppano nuovi prodotti e servizi sfruttando le competenze presenti.

UNA MULTIFACTORY E’ INTERESSANTE PER:

  • ENTI E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
    • che debbano rigerenare e riqualificare aree dismesse (scuole, manifatture, caserme)
  • PRIVATI
    • che possiedano aree in disuso (a carattere commerciale, produttivo o direzionale)
  • Una Multifactory:
    • E’ molto economica da avviare e da mantenere
    • Riduce al minimo i costi fissi
    • Non richiede personale per garantirne l’apertura
    • E’ autosufficiente economicamente, una volta avviata
    • Non richiede costose ristrutturazioni, se lo stabile è in ordine
    • Abbassa la soglia di accesso al lavoro autonomo
    • Promuove l’impresa sostenibile
    • Crea posti di lavoro
    • Contribuisce fattivamente allo sviluppo economico e sociale di zone periferiche e aree dismesse.

I punti fermi di una Multifactory:

    • ETEROGENEITA’: coesistono e collaborano realtà diverse per settore, estrazione, dimensione e storia
    • GOVERNANCE ORIZZONTALE: non ci sono utenti passivi, tutti partecipano alle decisioni
    • APPROCCIO MAKER: mani e cervello vanno sempre assieme

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un Modello per Rigenerare Aree Dismesse

Ci sono molti modi di avviare uno spazio di lavoro condiviso e ci sono molti errori che si possono commettere. Seguire un MODELLO già validato aiuta a ridurre le incognite e aumenta le probabilità di successo del progetto.

AFFIDABILE

  • Il Modello Multifactory
    • è il frutto di una ricerca durata sette anni
    • è basato sullo studio diretto di circa 180 spazi di lavoro in Europa, Asia, Africa, Nord America e Sud America.
    • è costantemente aggiornato e attualizzato, per adattarsi a un mondo che cambia.
    • è stato applicato con successo in contesti differenti.

STRUTTURATO

  • Un modello incrementale
    • basato su sette macro-fasi che coprono ogni momento dello sviluppo del nuovo progetto
    • ogni fase è chiara nei suoi obiettivi
    • sistema di valutazione e monitoraggio
    • previsioni di crescita affidabili basate sulla Generazione di Scenari specifici
    • Mentoring e supervisione personalizzati e continui

ECONOMICO

  • seguire un modello costa meno del fai-da-te
    • nessuno spreco: le risorse sono ottimizzate e allocate dove e quando servono con ruoli e compiti chiari e definiti
    • nessun ripensamento o cambio di rotta, che creano costi imprevisti e tensioni nel team
    • nessun costo nascosto o sottostimato perchè le fasi sono note dall’inizio
    • Velocità di reazione agli imprevisiti, che riduce i costosi momenti di stallo
    • la possibilità di avere un supporto costante facilita e velocizza ideazione esviluppo del progetto

per Privati e Pubbliche Amministrazioni

La ricerca alla base: 5 continenti, 180 spazi

Il Modello Multifactory è stato sviluppato in più fasi, a partire dal 2012. Inizialmente è stata condotta in Europa una ricerca sul campo, terminata nel 2017, che ha portato alla prima definizione del modello. Il modello in via di definizione è stato testato e raffinato col progetto pilota Bigmagma Multifactory e i risultati della ricerca sono stati presentati in diverse conferenze e pubblicati via via che la ricerca progrediva, sotto forma di paper e capitoli di pubblicazioni scientifiche tra i quali Multifactory: An Emerging Environment for a New Entrepreneurship (©2016), Social Media as Elements of Shared Workspaces: The Multifactory Case Study (©2015), A New Approach to Knowledge Sharing: The Multifactory Model (©2015), tutti editi da IGI Global (Hershey, Pennsylvania, USA). Se volete sapere di più sulla prima fase della ricerca potete vedere il documentario MULTIFACTORY. THE INVISIBLE FACTORY. (©2015), prodotto da Bigmagma (Milano, Italia) e disponibile su YouTube. Nel 2017 è stata aperta la prima multifactory definitiva, R84 Multifactory di Mantova, alla quale nel 2019 è seguita Risma11 Multifactory di Alzano Lombardo (BG) e altre multifactory avviate da gruppi e organizzazioni autonome. Lo sviluppo del modello è continuato dal 2017 ad oggi, arrivando a visitare in tutto circa 180 spazi di lavoro in Europa, Asia, Africa, Nord America e Sud America. I risultati della ricerca sono disponibili nel volume Co-Manufacturing and New Economic Paradigms (©2019), edito da IGI Global (Hershey, Pennsylvania, USA). Se invece siete interessati a ripercorrere le fasi della ricerca e vedere molti degli spazi visitati, potete scaricare il volume divulgativo The Rise of Community Economy. From Coworking Spaces to the Multifactory Model (©2018), edito da Akcija (Sarajevo, Bosna i Hercegovina) e disponibile in CC.

Osun WES è una società di ricerca e consulenza che si occupa direttamente dello sviluppo di RISMA11 Multifactory e R84 Multifactory, fornendo alle aziende che ne fanno parte servizi mirati, che comprendono aspetti quali pianificazione strategica, definizione e revisione del business plan, comunicazione istituzionale e social, internazionalizzazione, gestione delle risorse umane, scelta e gestione dei partner, partecipazione a bandi, fiere e convegni, realizzazione di eventi.

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